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  CHAROLAISE 

Conosci la Charolaise?


La razza bovina Charolaise, originaria della regione di Charolles in Francia, è diffusa in tutto il mondo.

Presenta un mantello di colore bianco crema e una taglia medio grande.

Tori e vacche raggiungono in età adulta un peso che varia, rispettivamente, da 12 a 13 quintali e da 7 a 9 quintali.

La razza è da sempre apprezzata per la sua grande rusticità: grazie alla capacità che ha di mobilizzare le riserve accumulate nell’organismo, si presta in modo ottimale ad affrontare periodici “critici” come le siccità estive, tipiche delle aree a clima mediterraneo.

Gli esemplari di Charolaise sono in grado di conseguire incrementi medi giornalieri dell’ordine di 1250 grammi (tori) e sono, inoltre, famosi per la loro grande docilità, caratteristica molto apprezzata quando si tratta di gestire un allevamento estensivo.

Le vacche partoriscono facilmente (92% di parti facili) e presentano spiccate qualità materne.  
 


     

               
                                                     
I PREGI DELLA RAZZA
di Alessandro Giorgetti                          

La Charolaise, originaria della Borgogna, in particolare delle aree di Charolles e Nievres (Briggs, H.M. & D.M. Briggs, 1980), dal punto di vista numerico è la più importante razza francese da carne.
I bovini Charolaise sono diffusi in tutta la Francia ma questa razza ha dimostrato eccellenti capacità di adattamento e oggi è considerata razza cosmopolita, con nuclei importanti sia nei Paesi temperati (Italia compresa), sia in zone a clima rigido e addirittura in Paesi dell’area tropicale e subtropicale.
In passato, come la stragrande maggioranza dei tipi genetici europei, era una razza a duplice attitudine (lavoro e carne), ma già dalla fine del XIX secolo è stato avviato un proficuo lavoro di selezione indirizzato alla produzione della carne, divenuto progressivamente più importante con la perdita di interesse per la trazione animale.

Da un punto di vista morfologico la Charolaise è inconfondibile: macrosomica (i maschi adulti superano i 1.200 kg e le femmine pesano 700-900 kg), presenta forme armoniche, grande sviluppo muscolare, scheletro leggero, pelle fine e tronco cilindrico con treno posteriore imponente, tutte caratteristiche che ben descrivono un eccellente produttore di carne; anche il collo e il petto sono muscolosi e “pieni” e in grado di fornire, alla sezionatura commerciale, tagli di prima qualità, adatti anche per cotture rapide. La testa è piuttosto corta, con fronte ampia e bocca grande, che sembra espressione delle grandi capacità di ingestione della razza. Il mantello è bianco-crema, colore derivante dall’associazione tra peli bianchi e cute depigmentata, come risulta ben evidente dalla colorazione rosea del musello e dal colore giallastro della base delle corna.

Una delle doti principali della razza è costituita dalle ottime qualità materne: i parti gemellari sono frequenti e le vacche non hanno problemi di allattamento; la produzione di latte, interamente destinata al vitello, consente accrescimenti ottimali fino allo svezzamento, a 6-7 mesi, che spesso avviene al pascolo.

Il classico sistema di allevamento secondo la linea vacca-vitello esalta una seconda caratteristica pregevole della razza: quella di essere una eccellente pascolatrice; la Charolaise ha infatti una capacità di ingestione che, per una razza da carne, è particolarmente elevata. Ciò rende agevole l’allevamento al pascolo dei riproduttori, con tutti i benefici di ordine economico e sanitario che questo comporta e gli stessi vitelli e vitelloni (produttori) possono essere allevati per gran parte della loro vita con sistemi estensivi o semiestensivi, traendone giovamento anche per quanto riguarda le caratteristiche di salubrità delle loro carni.
Caratterizzata da un grande sviluppo muscolare (elevate capacità sarcopoietiche), mostra accrescimenti medi giornalieri ampiamente superiori al kg, che, nei periodi ad alimentazione intensiva, raggiungono e superano 1,5 kg.
Prove comparative tra Charolaise, Limousine e Chianina in condizioni sperimentali (Giorgetti et al., 1991) hanno mostrato, dallo svezzamento fino al peso di macellazione di 650 kg, un incremento medio giornaliero analogo a quello della Chianina (1,34 vs. 1,31 kg) e tendenzialmente più elevato rispetto a quello della Limousine (1,34 vs. 1,13 kg), con un indice di conversione della sostanza secca di appena 5,91 contro 6,26 della Limousine e 6,61 della Chianina; parimenti l’indice di conversione delle U.F.C. è risultato il più favorevole (appena 5,67 contro 6,01e 6,34 rispettivamente di Limousine e Chianina).

La resa al macello è generalmente superiore al 62%. Considerando la resa netta, cioè quella relativa al peso vivo netto, depurato dal contenuto gastro-intestinale, parametro sicuramente più preciso e affidabile della resa lorda, sempre nel lavoro sopra citato abbiamo trovato, per i vitelloni Charolaise, il valore di 66,3%, contro il 68,3 % della Limousine e il 64,9 % della Chianina. La pelle è risultata incidere in misura minore sul peso vivo rispetto a quella delle altre due razze e, analogamente a quella dei vitelloni Limousine, si è dimostrata più fine rispetto a quella dei Chianini. Alla sezionatura commerciale i vitelloni Charolaise presentano un’incidenza del quarto posteriore, separato con il classico “taglio a pistola”, marcatamente superiore a quello di Chianini di pari peso e uguale o leggermente superiore anche a quello dei Limousine (Giorgetti et al., 1992).
Il punteggio di conformazione delle carcasse secondo la griglia EUROP è risultato uguale a quello della Limousine (U-), pur con una certa tendenza, non significativa, alla superiorità per la Charolaise e marcatamente migliore di quello della Chianina (R-) (Giorgetti et al., 1991).

La resa in carne è favorita da una relativamente scarsa presenza di tessuto osseo: lo scheletro, se pur robusto, è piuttosto fine e leggero. La robustezza scheletrica è un prezioso retaggio del suo passato di razza da lavoro ed è particolarmente apprezzata dagli allevatori di tutti i continenti che utilizzano la Charolaise come razza incrociante su razze da latte e su razze rustiche; in Italia è testimoniata dalla scelta degli allevatori di Maremmana che spesso utilizzano tori Charolaise in allevamento brado per tutto l’anno, in ambienti a volte ostili dal punto di vista climatico e pedologico. Le carni sono tenere, saporite e giustamente infiltrate di grasso di marezzatura che conferisce loro una particolare succulenza; nel complesso si tratta di carni che, dal punto di vista organolettico, sono del tutto simili a quelle prodotte dalla Limousine (Wulf et al., 1996). Un colore tendenzialmente più chiaro rispetto a quello di altre razze, anche in condizioni di allevamento semiestensivo, aumenta il livello di gradimento presso il consumatore.
      



               
                                
Riferimenti bibliografici


1. BRIGGS, H. M. & BRIGGS D. M. (1980) “Modern Breeds of Livestock”, Fourth Edition, Macmillan Publishing Co.

2. GIORGETTI A., LUCIFERO M., SARGENTINI C., MARTINI A., ACCIAIOLI A. (1991) “Caratteristiche produttive di vitelloni Chianini, Charolais e Limousins. 1. Rilievi in vita e alla macellazione”, Zoot. Nutr. Anim., 17, 89: 98.

3. GIORGETTI A., LUCIFERO M., ACCIAIOLI A., SARGENTINI C., MARTINI A. (1992) “Caratteristiche produttive di vitelloni Chianini, Charolais e Limousins. 2. Rilievi alla sezionatura commerciale”, Zoot. Nutr. Anim., 18, 85: 94.

4. WULF D. M., TATUM J. D., GREEN R. D., MORGAN J. B., GOLDEN B. L., SMITH G. C. (1996) “Genetic influences on beef longissimus palatability in charolais- and limousin-sired steers and heifers”, J. Anim. Sci., 1996, 74:2394-2405.

     
 















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